Tuesday, April 04, 2006
La pioggia scrosciava come l'acqua del water dopo una sbornia e la lucida macchina nera sfrecciava tra le scure strade della città. L'individuo al volante aveva la tesa del cappello abbassata sugli occhi, controllava la strada con attenzione senza smettere di fumare le sue sigarette preferite riempendo l'abitacolo di denso fumo. Sul sedile posteriore la splendida donna controllava il suo makeup in uno specchietto, era una bomba sexy, avvolta in un vestito rosso come le fiamme dell'inferno dovev aveva incontrato Lucifero, al quale aveva rubato quegli occhi color dell'ambra che facevano star male.
"Manca ancora molto?"
"Siamo quasi arrivati."
Il freddo dell'inverno era finito lasciando spazio alle temperature più miti della primavera, ma la situazione e la quantità d'acqua che scendeva dal cielo, facevano comunque rabbrividire. Appena la sera prima erano riusciti a scappare alla retata al magazzino, ora era il momento di regolare i conti con chi aveva cantato.
Erano arrivati.
La splendida donna scostò lo spacco del vestito per assicurarsi che la pistola fosse ben salda alla giarrettiera, verificò che il pugnale fosse ben sistemato nello stivale destro, poi mise una mano sulla spalla dell'individuo al volante. Ci fu uno scambio di sguardi, senza spegnere la sigaretta l'autista controllò le due pistole sotto la giacca, aprì il cassetto della macchina ed estrasse il lucido mitragliatore compagno di tante movimentate serate.
"E Jordan?"
"E' con i ragazzi. Aspetta il nostro segnale."
Con un impeccabile completo gessato e scarpe lucide, l'autista aprì lo sportello posteriore e fece scendere la Venere in rosso, un barbone smise di rovistare nella spazzatura abbagliato da quella visione. I capelli della donna erano di un rosso forse più lucente del suo stesso vestito, quell'uomo che le stava porgendo braccio ed ombrello era davvero fortunato. Cosa avrebbe dato lui per poter stare anche solo due ore con una pupa del genere.
Dopo aver chiuso la macchina ed essersi assicurato che la donna fosse all'asciutto sotto un cornicione, l'autista fischiò sonoramente. Dall'angolo del palazzo uscirono quattro figure con impermeabili svolazzanti, incuranti della pioggia, seguendo a passo spedito un enorme irlandese. Senza nemmeno una parola raggiunsero la coppia ed insieme si avviarono verso la porta del locale più famoso della città. L'energumeno alla porta pareva intelligente come un primate, ma era assolutamente intenzionato a non farli entrare. Più veloce di una volpe che scappa dai cani, l'individuo con il completo gessato estrasse una delle pistole e la puntò sotto il mento del gorilla alto due metri.
"O ci fai entrare, o ti aggiungo un buco in testa"
Come una furia l'enorme uomo cercò di sopraffare quella pulce con la pistola, ma non fece nemmeno in tempo a pensare di estrarre un'arma che si trovò con il naso in una pozza del suo stesso sangue.
"Fatelo sparire. L'immondizia andrà benissimo, si sentirà a suo agio."
due degli uomini con l'impermeabile trascinarono il corpo esanime del buttafuori in un vicolo, abbandonandolo ai topi.
Entrarono nel locale affollato e fumoso, nessuno sembrò far caso alla loro presenza, vocianti uomini grassi ridevano sonoramente facendo apprezzamenti volgari alle ballerine poco vestite che stavano sul palco. Altri non risparmiavano sonore pacche sul culo delle cameriere, altri cercavano di capire come avrebbero potuto entrare nelle grazie del proprietario per poter avere anche solo un bicchiere di whiskey in quel periodo dove sembrara più raro delle pietre preziose.
Ingioiellato, ben vestito, ma inesorabilmente calvo e grasso, il proprietario sembrava l'unico ad essersi accorto dell'ingresso dei sette individui che lo fissavano torvo dalla porta. La presenza della donna aveva un significato ben preciso e lui sapeva che non preannunciava nulla di buono.
Chiamò il suo braccio destro, l'uomo magro come un manico d'ombrello si avvicinò febbrile, pronto ad esaudire qualsiasi desiderio del boss, poche parole dopo, il grasso proprietario era sparito attraverso una porta nascosta nella parete, mentre il magro tirapiedi era di fronte alla comitiva fradicia.
"Il signor Borgolcat vi prega di non voler esternare le vostre intenzioni in questa parte del locale così affollata. Vi chiede cortesemente di seguirmi nella parte retrostante della sua attività per poter meglio chiarire le motivazioni della vostra visita."
"Lo sa bene perchè sono qui, quello schifoso maiale!" rispose la donna con tutto l'odio del mondo negli occhi.
"La prego di non voler parlare a voce così alta, non credo che gli altri avventori abbiano il piacere di venire a conoscenza dei suoi fatti privati. Come le ho appena detto, spero vorrà seguirmi nel retro."
L'uomo era schifosamente servile ed educato, un leccapiedi degno di tale appellativo, ciò nonostante i sette lo seguirono attraverso la porta nascosta per raggiuntere Borgolcat e sistemare definitivamente quella faccenda.
"Jordan, posso far saltare il locale dopo?" chiese in un sussurro il più smilzo fra gli uomini in impermeabile.
"Finiscila Rico! non puoi far sempre saltare tutto quello che hai davanti! E poi credo che le signore vogliano diventarne proprietarie."
L'individuo con il completo gessato si avvicinò ai due che stavano confabulando.
"Volete che vi imbavagli, o ce la fate a stare zitti?"
"Signora, le esce una ciocca di capelli dal cappello. Dovrebbe sistemarla." disse l'irlandese.
"Grazie Jordan. Ma voi vedete di tacere lo stesso, e non chiamarmi signora quando sono vestita così!"
Lo striscianti tirapiedi camminava gobbo di fianco alla donna in rosso.
"Mi stupisce trovarla senza la sua socia in affari signora, devo dedurre che non stia bene o che le sia sfortunatamente successo qualcosa?"
"Non essere stupido. Niente può fare del male a Nina. Pensa agli affari tuoi!"
"Mi vedo costretto a notare che un tale linguaggio non è per niente appropriato alla sontosità che sprigiona la sua figura. Dovrebbe fare un corso di buone maniere."
Nina, nel suo completo gessato, prese per il collo lo smilzo, facendo ben attenzione a non scoprirsi troppo il volto.
"Verme schifoso! Non osare mai più rivolgerti in questo modo alla signorina Mary Jane, se non vuoi che ti apra la pancia e ti faccia vedere quanto fai schifo pure da dentro!"
"Calma, calma, calma!" la voce di Borgolcat arrivò dal fondo della stanza in penombra "Credo che la persona con cui siete venuti a trattare non sia il mio consigliere!"
Mary Jane si avvicinò più seducente di una torta ricoperta di panna alla scrivania del grasso e borioso proprietario.
"Scusa se ti contraddico, ma non siamo qui per trattare." sedette sul bordo della scrivania, scoprendo volutamente la giarrettiera che teneva la pistola, prese una sigaretta e la accese, tra le volute di fumo aggiunse. "Siamo qui per ucciderti."

 
posted by mayaki at 3:28 AM | Permalink | 0 comments